Mattino, 7 Luglio 2019

Nessun istante è perduto al mattino. Una volta in piedi, una volta davanti agli elementi fisici della caffettiera (il bricco superiore a destra, caldaia inferiore a sinistra, imbuto filtrante avanti alla caldaia inferiore, recipiente ermetico del caffè macinato e bottiglia dell’acqua dietro a tutto, io avanti a tutto), totalmente sveglio o ancora semicosciente o meglio ancora semincosciente, il processo è calcolato con estremo automatismo e precisione, anche quelle gestualità che appaiono genuine e goffe, comandate dai movimenti dai tempi lungi del primo risveglio. Io lo so, è scienza. È la mia scienza. È lo studio attento, costante e continuo di incalcolabili giorni costanti e continui, è l’analisi approfondita e dettagliata di un evento che si ripete uguale dall’alba dei miei tempi. Eppure uguale a sé non lo è mai. Già. Qualche granello cade sul tovagliolo di carta posto come base per l’operazione, talvolta l’acqua versata nella caldaia supera il livello ottimale ed è da svuotare quel tanto, talvolta è da rabboccare perché ne smetto troppo presto il versarci dell’acqua, tal rara volta tutto si commisura alla perfezione – non troppa né poca acqua, non troppo né poco caffè nell’imbuto, nessun granello versato – ma le rare volte son tanto rare che quando accadono stento a crederci finanche io stesso. Nessun istante è perduto al mattino. Una volta strette le due parti e posata la caffettiera sui ferri sovrastanti il fornello acceso a fiamma bassa, l’attesa: la fiamma dalla sfumatura azzurra e dal cuore dorato batte scoppiettante e nel silenzio ne guardo rapito, perso nel suo colore. È il momento del risveglio dei pensieri. È il momento in cui realizzo il colore della luce, se fuori è nuvoloso o riluce il sole, se piove o qualche uccello canta tra gli alberi a ridosso della veranda che dal primo piano ne bacia le chiome. Uno sguardo verso la veranda, uno sguardo alla caffettiera e alla fiamma del fornello e poi ancora agli alberi oltre la veranda e di nuovo al fornello. Tutto nasce lì, pensieri aromatizzati al primo caffè. (luca)

§

La verità, vi prego, sull’amore

Dicono alcuni che amore è un bambino,
e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo,
e alcuni che è un’assurdità,
e quando ho domandato al mio vicino,
che aveva tutta l’aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che
non era il caso, no.

Assomiglia a una coppia di pigiami,
o al salame dove non c’è da bere?
Per l’odore può ricordare i lama,
o avrà un profumo consolante?
È pungente a toccarlo, come un pruno,
o lieve come morbido piumino?
È tagliente o ben liscio lungo gli orli?
La verità, vi prego, sull’amore.

I manuali di storia ce ne parlano
in qualche noticina misteriosa,
ma è un argomento assai comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle
cronache dei suicidi,
e l'ho visto persino scribacchiato
sul retro degli orari ferroviari.

Ha il latrato di un alsaziano a dieta,
o il bum-bum di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
su una sega o uno Steinway da concerto?
Quando canta alle feste, è un finimondo?
Apprezzerà soltanto roba classica?
Smetterà se si vuole un po’ di pace?
La verità, vi prego, sull’amore.

Sono andato a guardare nel bersò;
lì non c’era mai stato;
ho esplorato il Tamigi a Maidenhead,
e poi l’aria balsamica di Brighton.
Non so che cosa mi cantasse il merlo,
o che cosa dicesse il tulipano,
ma non era nascosto nel pollaio,
e non era nemmeno sotto il letto.

Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull'altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse,
o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
È un buon patriota o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se spinte?
La verità, vi prego, sull’amore.

Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre mi sto frugando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta,
o là sul bus mi pesterà un piede?
Accadrà come quando cambia il tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
La verità, vi prego, sull’amore.

Wystan Hugh Auden (York, Inghilterra, 21 febbraio 1907 - Vienna, 29 settembre 1973)

Poesia tratta dalla raccolta “La verità, vi prego, sull’amore” – Adelphi, 1994

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